Giovanni Paolo II è morto

1978    2005

Papa Giovanni Paolo II è morto.

Veglie e preghiere commosse in tutto il mondo hanno accompagnato le ultime ore di vita e l'agonia di Karol Wojtyla.

Papa Giovanni Paolo II è morto oggi 02/04/05 alle 21:37.

La notizia è stata comunicata ai tantissimi fedeli presenti in piazza San Pietro, che hanno accolto la notizia in silenzio. «Il Santo Padre è deceduto alle ore 21.37 nel Suo appartamento privato - ha detto il portavoce vaticano, Joaquim Navarro Valls -. Si sono messe in moto tutte le procedure previste nella Costituzione apostolica "Universi Dominici gregis" promulgata da Giovanni Paolo II il 22 febbraio del 1996». La certificazione della morte è stata effettuata dal Cardinale Camerlengo, Eduardo Martinez Somalo, di nazionalità spagnola.

Giovanni Paolo II aveva ricevuto l'estrema unzione dopo uno choc settico e un collasso cardiocircolatorio. Rispettata la sua volontà di rimanere sino alla fine in Vaticano.


Questa foto l'ho scattata io personalmente a Roma nel 1991, purtroppo il Pontefice era di spalle

 

 

Karol Wojtyla era nato il 18 maggio 1920 a Wadowice. Eletto pontefice nell'ottobre 1978, è stato il primo Papa non italiano dopo 455 anni e il primo polacco. Da qualche mese le sue condizioni di salute erano peggiorate, con due ricoveri al Gemelli.

Quello di Giovanni Paolo II è il papato dei record, tra i quali anche quello di essere uno dei più lunghi di sempre, a cavallo di due millenni.

Papa Wojtyla, eletto al soglio pontificio il 16 ottobre del 1978, sfiora i 27 anni di pontificato ed è il terzo papa per durata nella storia bimillenaria della Chiesa contando anche San Pietro cui la tradizione della Chiesa attribuisce, come primo successore di Cristo, una durata in carica tra i 34 ed i 37 anni.


L'annuncio della morte ai fedeli in Piazza San Pietro

Un confronto storicamente più preciso va però fatto con Pio IX che è stato Papa per ben 31 anni, 7 mesi, 21 giorni (dal 1846 al 1878); subito dopo Wojtyla, come durata del pontificato, viene Leone XIII (successore di Pio IX), che rimase in carica per 25 anni e 5 mesi, dal 1878 al 1903.

 

 

 


Il Ricordo di Don Gigi

L’uomo non può vivere senza amore

La fede è un dono perché apre il cuore alla speranza, ci rende capaci di rivolgere il nostro sguardo al cielo. Perché noi siamo fatti di cielo. Non apparteniamo al mondo, qui siamo solo di passaggio perché siamo fatti per il cielo, di cielo! Guardando a te, caro Padre, ho capito il senso della vocazione sacerdotale: è nell’umanità pura e semplice che si rende presente l’amore di Dio per l’uomo. Tu sei stato apostolo forte e debole, grande, tenace ma soprattutto innamorato di quel Dio che per te, per noi ha dato il suo Figlio unigenito. Hai proprio ragione: non dobbiamo avere paura a spalancare il nostro cuore a Cristo! Mi piace ricordare quello che hai scritto nella prima lettera enciclica “Redemptor Hominis” all’inizio del tuo ministero pontificale:

“L'uomo non può vivere senza amore. Egli rimane per se stesso un essere incomprensibile, la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l'amore, se non s'incontra con l'amore, se non lo sperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa vivamente. E perciò appunto Cristo Redentore - come è stato già detto - rivela pienamente l'uomo all'uomo stesso. Questa è - se così è lecito esprimersi - la dimensione umana del mistero della Redenzione. In questa dimensione l'uomo ritrova la grandezza, la dignità e il valore propri della sua umanità. Nel mistero della Redenzione l'uomo diviene nuovamente «espresso» e, in qualche modo, è nuovamente creato. Egli è nuovamente creato! «Non c'è più giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù». L'uomo che vuol comprendere se stesso fino in fondo - non soltanto secondo immediati, parziali, spesso superficiali, e perfino apparenti criteri e misure del proprio essere - deve, con la sua inquietudine e incertezza ed anche con la sua debolezza e peccaminosità, con la sua vita e morte, avvicinarsi a Cristo. Egli deve, per così dire, entrare in Lui con tutto se stesso, deve «appropriarsi» ed assimilare tutta la realtà dell'Incarnazione e della Redenzione per ritrovare se stesso”.

Grazie, Padre Santo, perché sei stato il Papa delle famiglie, dei giovani, dei bambini, dei sacerdoti, delle donne… in una parola di tutti. Tu, con il tuo pontificato, hai incarnato in pieno il senso del termine Chiesa (ecclesia). Ti sei fatto tutto a tutti. Grazie perché ci hai indicato la strada del vangelo come percorso pienamente umano. Tu sei stato un dono del cielo, sei stato l’uomo che ha amato l’uomo!

Con affetto Don Gigi


 

02/04/05 ore 14.00

Le condizioni del Pontefice sono critiche,
ansia in tutto il mondo

Nonostante il precario stato di salute il Papa ha voluto ringraziare le migliaia di giovani che si sono radunati ieri a San Pietro per pregare per lui.

"Nella serata di ieri il Papa aveva in mente probabilmente i giovani - ha dichiarato il portavoce della Santa Sede, Joaquin Navarro Valls -. Al papa gli era spiegato le persone che c'erano in piazza, soprattutto i giovani. Alle sue parole, in più riprese, si è potuta ricostruire la sequenza".

"Vi ho cercato adesso siete venuti da me e per questo vi ringrazio" avrebbe detto il Santo Padre. Navarro Valls ha parlato anche delle condizioni di salute del Papa. Giovanni Paolo II ha una compromissione dello stato di coscienza ma non è in coma.

"Le condizioni si mantengono invariate, e pertanto sono gravissime. E' stata osservata una compromissione dello stato di coscienza - ha dichiarato il portavoce Vaticano- . Ma non si può parlare di stato coma. Apre gli occhi. Quando se ne parla, reagisce. Tecnicamente non si parla di stato di coma". Nella stanza del Papa, questa mattina c'erano i due segretari, le 3 suore che lo assistono e il suo medico personale dottor Buzzonetti. Navarro Valls ha annuciato anche che il prossimo bollettino è previsto per il pomeriggio, dopo le 17,30.

Le finestre dello studio di Papa Giovanni Paolo II sono rimaste accese tutta la notte fino alle prime ore del mattino. Poi poco prima delle 8.00 le guardie svizzere hanno aperto entrambe le ante del portone di bronzo, l'ingresso vaticano che attraverso la scala reggia conduce al palazzo apostolico. E' consuetudine che alla morte del Papa venga chiusa una delle ante del portone. Moltissimi fedeli hanno manifestato il loro amore per il Pontefice pregando tutta la notte in Piazza San Pietro.

Canti e preghiere hanno animato senza sosta la piazza. Tra i fedeli erano numerosissimi i giovani. "Siamo cresciuti con lui", dicono molti di loro. Le condizioni del Papa rimangono quindi gravi ma stazionarie. Giovedì pomeriggio, in seguito all'infezione delle vie urinarie, il Papa ha avuto "uno shock settico con collasso cardiocircolatorio". Il Santo Padre era stato "immediatamente soccorso dall'equipe medica di guardia nel suo appartamento privato e venivano attivati tutti gli appropriati provvedimenti terpeutici e di assistenza cardiorespiratoria".

Ieri il progressivo aggravarsi delle condizioni di salute fino al blocco renale e la conseguente perdita di conoscenza. I medici del Santo Padre affermano: "Non c'è più niente da fare".

A Gaggiano ieri sera si è celebrata una Santa Messa, per vivere un momento di raccoglimento e preghiera, lo stesso verrà fatto Domenica pomeriggio alle ore 15 in S. Invenzio.

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